La luce, elemento primigenio e universale, si impone in Sicilia con una forza abbacinante, quasi fisica, che agisce come catalizzatore di visioni, segni, riflessioni. È attraverso questa luce che l’artista ha potuto decifrare il paesaggio e trasformarlo in immagine, calibrando sapientemente i valori del bianco e del nero — così centrali nell’estetica giapponese — e introducendo accensioni cromatiche più vivide, eco di una presenza inattesa, emotiva. La luce diviene così soglia e ponte: forza naturale che la cultura sublima in segno e visione.
– Matteo Galbiati e Raffaella Nobili descrivono Fioriscono Luci nella Pietra






























