L’opera, articolata in più elementi pittorici e disegnati, si presenta come una costellazione visiva: un insieme frammentato, ma non scomponibile, in cui ogni elemento partecipa a un disegno complessivo. Le tele non raccontano una storia lineare, ma generano un tessuto di relazioni interne. L’unità dell’opera si costruisce proprio nello spazio interstiziale tra le porzioni, scandite da pause, vuoti, assenze. Non si tratta di una semplice narrazione visiva, ma di una partitura sensibile. La tela e la carta non rappresentano qualcosa: sono l’esperienza di quel qualcosa. E lo spazio – come la chiesa che lo ha accolto nel momento della sua realizzazione – non contiene l’opera: le appartiene.
– estratto della scheda de In una Notte a cura di Chiara Nicoletti, Biennio Specialistico in Comunicazione e Didattica dell’Arte, Accademia di Belle Arti di Brescia SantaGiulia (A.A. 2024-2025)
























